Tutti e quattro i principali aeroporti di Mosca sono stati chiusi temporaneamente la sera del 15 ottobre e nella notte successiva, dopo attacchi con droni attribuiti all’Ucraina. Le restrizioni imposte da Rosaviația hanno perturbato il traffico aereo e, entro la mattina, oltre 200 voli erano stati cancellati o avevano subito ritardi.
L’aeroporto Domodedovo è rimasto chiuso per più di sette ore, Žukovskij per quasi sei ore e mezza, mentre Vnukovo e Šeremet’evo per circa cinque ore e mezza. Secondo il sindaco di Mosca, Sergej Sobianin, la difesa antiaerea ha abbattuto 94 droni durante l’attacco.
La compagnia Aeroflot ha cancellato e riprogrammato voli e ha dirottato alcuni aerei verso aeroporti alternativi, tra cui quello di Nižnij Novgorod. L’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo ha accolto 25 voli diretti a Mosca, ma ha operato anch’esso con interruzioni, con decine di voli cancellati o rinviati.
Si tratta della terza grave perturbazione del traffico aereo di Mosca nell’arco di una sola settimana, dopo gli attacchi nelle notti del 9 e del 14 ottobre. In quelle occasioni erano stati coinvolti rispettivamente circa 785 e 550 voli. Fonti citate da The Atlantic sostengono che l’operazione ucraina “M&Ms” dovrebbe intensificarsi attraverso l’impiego di droni guidati dall’intelligenza artificiale.
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