Un Boeing 737 della compagnia iraniana Caspian Airlines è stato fermato lunedì all’aeroporto di Istanbul, dopo aver completato l’imbarco ed essere pronto al decollo. Le autorità turche sono intervenute per impedire la partenza dell’aeromobile, a seguito di iniziative giudiziarie legate a un debito di circa tre milioni di euro per servizi aeroportuali.
I passeggeri sono stati costretti a scendere dall’aereo, mentre gli avvocati della società creditrice e gli ufficiali giudiziari si sono recati in aeroporto per eseguire i sequestri disposti da un tribunale, secondo quanto riferito dall’agenzia Anadolu.
Caspian Airlines ha definito la situazione «restrizioni operative temporanee», causate da un problema amministrativo in Turchia. La televisione turca ha confermato l’incidente e indicato che il debito riguarda servizi forniti all’aeroporto di Istanbul. Il ministero degli Esteri turco non ha risposto alle richieste dell’AFP.
L’incidente avviene sullo sfondo delle pressioni esercitate dagli Stati Uniti sul settore dell’aviazione iraniana. Washington ha sanzionato le compagnie aeree iraniane e ha messo in guardia gli operatori stranieri che forniscono loro assistenza. Non è stata tuttavia confermata alcuna relazione diretta tra il sequestro dell’aereo e le sanzioni statunitensi.
Finora Ankara non ha sospeso tutti i collegamenti aerei con l’Iran. Diverse compagnie, tra cui Iran Air, continuano a operare voli tra i due Paesi. Mahan Air, invece, ha recentemente annunciato la sospensione di tutti i voli verso la Turchia, su richiesta delle autorità di Ankara.
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