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ANALISI. I primi negoziati di pace Ucraina-Russia-USA. Cosa possiamo aspettarci dall'incontro trilaterale di Abu Dhabi

Nicoleta Onofrei
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23 gennaio 2026, 10:43
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FOTO: Ukrainian Presidential Press Ser UPI Profimedia
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Le delegazioni di Ucraina, Russia e Stati Uniti iniziano oggi i primi negoziati di pace in forma trilaterale. Si tratta di un incontro diplomatico di importanza cruciale ad Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti, mentre i negoziati aprono, per la prima volta in quasi quattro anni di guerra, un quadro formale in cui tutte e tre le parti chiave siedono allo stesso tavolo, con un chiaro focus sulla sicurezza e sulla questione dei territori occupati. Le aspettative sono moderate: ci sono segnali reali di progresso, ma la linea di frattura rimane lo status dei territori controllati dalla Russia e l'architettura di sicurezza dell'Ucraina. Pertanto, queste discussioni generano sia speranze che una considerevole dose di scetticismo, tenendo conto della complessità della situazione e delle profonde divergenze tra le parti.

Negoziazioni annunciate da Zelenski, dopo incontri su due fronti

I negoziati di oggi ad Abu Dhabi sono stati annunciati dal presidente ucraino Volodimir Zelenski, che ha dichiarato che si terrà un incontro di natura tecnica tra le delegazioni di Ucraina, Stati Uniti e Russia (Stirile ProTV, Adevarul, Ziarul Financiar). Il contesto dell'organizzazione è legato agli incontri che si sono svolti da un lato tra il presidente americano Donald Trump e il leader ucraino a Davos, e le discussioni tenute al Cremlino tra il presidente russo Vladimir Putin, l'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff e Jared Kushner (Reuters, Newsweek, Axios). L'iniziativa americana sembra aver aperto una finestra di opportunità, anche se fragile, per la ripresa del dialogo. Gli Emirati Arabi Uniti, un paese con buone relazioni sia con gli Stati Uniti che con la Russia, offrono un terreno neutro per queste discussioni.

Situazione al fronte

Al fronte, la situazione rimane una di usura, con intense battaglie e progressi territoriali limitati da entrambe le parti. Nessuna delle parti è riuscita a ottenere una vittoria decisiva, e il conflitto è entrato in una fase di stallo strategico. Questo stallo militare, combinato con i crescenti costi umani ed economici, potrebbe essere un fattore che spinge le parti verso il tavolo dei negoziati, anche se le loro posizioni rimangono rigide. Le dichiarazioni di Zelenski a Davos, in cui ha accusato l'Europa di "Groundhog Day" (Il Giorno della Marmotta) riguardo alla mancanza di azione, sottolineano la pressione interna ed esterna per trovare una soluzione (Independent).

In generale, la Russia mantiene l'iniziativa strategica, ma senza un avanzamento decisivo: i bombardamenti massicci sulle infrastrutture energetiche ucraine hanno lasciato intere aree senza corrente e hanno colpito nuovamente città come Kiev e Odessa, con vittime civili. Le valutazioni militari occidentali mostrano che la Russia sta registrando perdite consistenti, ma continua a disporre di riserve umane e industriali superiori a quelle dell'Ucraina, mentre Kiev dipende dalle forniture occidentali di munizioni e sistemi di difesa aerea.

Quando si sono svolti gli ultimi negoziati di pace diretti per la guerra in Ucraina

Gli ultimi negoziati diretti tra Ucraina e Russia si sono svolti nei primi mesi del conflitto, nella primavera del 2022, in Turchia e Bielorussia. Questi si sono conclusi senza un accordo concreto, le divergenze maggiori riguardanti lo status dei territori occupati e le garanzie di sicurezza essendo insormontabili a quel tempo. Da allora, il dialogo diretto a livello elevato è stato quasi inesistente, il che rende l'incontro trilaterale di oggi di particolare importanza.

Le condizioni della Russia

La posizione della Russia è rimasta ferma e intransigente negli ultimi giorni. Il Cremlino ha avvertito che non ci sarà una "pace duratura" in Ucraina senza la risoluzione della "questione territoriale" (Antena 3, EvZ, Profit.ro, Economica.net). Questo significa che la Russia insiste sul riconoscimento dell'annessione della Crimea e dei territori occupati nell'est e nel sud dell'Ucraina. Questa condizione è, in sostanza, inaccettabile per l'Ucraina e contraria al diritto internazionale. Vladimir Putin ha comunicato agli emissari americani che un "accordo a lungo termine" è impossibile senza concessioni territoriali da parte dell'Ucraina (EvZ).

Cosa potrebbe offrire la Russia

La Russia segnala che potrebbe offrire:

l'interruzione dell'offensiva e l'accettazione di un regime di cessate il fuoco supervisionato a livello internazionale; un accordo di sicurezza in cui si impegna formalmente a non attaccare più l'Ucraina, con clausole di "punizione automatica" (reintroduzione delle sanzioni) se le ostilità riprendono – clausole che compaiono nelle varianti di piano commentate dagli esperti; l'apertura di vie economiche ed energetiche, accesso ai mercati e cooperazione nella ricostruzione, nella misura in cui le sanzioni siano gradualmente allentate da Stati Uniti e UE.

Le condizioni dell'Ucraina per la pace

Il presidente Zelenski ha sottolineato che "i russi devono essere pronti a compromessi" (The Guardian). Tuttavia, la linea rossa dell'Ucraina è rimasta costante: integrità territoriale e sovranità. Zelenski ha dichiarato che "tutto riguarda la terra" (Standard.co.uk), indicando che l'Ucraina non rinuncerà ai suoi territori occupati. Inoltre, l'Ucraina richiede garanzie di sicurezza solide e un ritiro completo delle forze russe. Nel suo discorso a Davos, Zelenski ha criticato aspramente la "frammentazione" dell'Europa e la "mancanza di volontà" di fronte all'aggressione russa, suggerendo che l'Ucraina ha bisogno di un sostegno più forte e più unitario per sostenere la sua posizione al tavolo dei negoziati (Daily Mail, Politico.eu).

Quali garanzie di sicurezza chiederebbe Kiev

L'Ucraina cerca un pacchetto di garanzie che renda impossibile la ripetizione dello scenario 2014/2022 – cioè promesse su carta senza meccanismi di difesa efficaci. Secondo Euronews e altre fonti europee, la visione di Kiev sulle garanzie include:

un accordo di sicurezza USA-Ucraina per almeno 15 anni, con opzione di proroga, documento che Zelenski afferma di aver "concluso" a livello di testo con Washington, da firmare dopo la cessazione della guerra; uno schema di "coalizione di volenterosi", in cui alcuni stati europei (Regno Unito, Francia) installerebbero "hub militari" in Ucraina, con presenza di truppe e capacità di reazione rapida, mentre le forze ucraine rimangono la prima linea di difesa; clausole esplicite che una nuova aggressione russa innescherebbe automaticamente una risposta militare coordinata e la reimposizione di tutte le sanzioni globali, inclusa l'annullamento di qualsiasi accordo territoriale conquistato da Mosca sulla base dell'accordo.

Le proposte degli Stati Uniti riguardo a un eventuale Accordo Sebbene i dettagli completi delle proposte americane non siano pubblici, le dichiarazioni di Steve Witkoff suggeriscono che l'amministrazione Trump ha elaborato un "piano di pace" (Axios) e ha fatto "molti progressi" nei colloqui preliminari (Al Jazeera, Reuters). Il fatto che Witkoff abbia affermato che i negoziati sono "ridotti a un solo problema" (Al Jazeera) indica un tentativo di semplificare e isolare il punto più difficile dei negoziati.

È probabile che le proposte degli Stati Uniti mirino a un cessate il fuoco, un quadro per i negoziati sullo status dei territori e eventuali garanzie di sicurezza per l'Ucraina. Il presidente Trump ha dichiarato che un accordo di pace è "ragionevolmente vicino" (Independent). Inoltre, Trump ha affermato che Putin farà "concessioni" (Independent), il che potrebbe indicare una certa fiducia nella sua capacità di influenzare la posizione russa. Tuttavia, considerando l'intransigenza del Cremlino riguardo ai territori, è difficile immaginare quali "concessioni" potrebbero essere accettate dalla Russia.

In questo contesto, gli Stati Uniti presentano un "piano di pace" che, secondo la stampa internazionale, è già stato respinto in una forma precedente da Mosca ed è ora "emendato". Secondo le fughe di notizie citate da pubblicazioni americane e britanniche, il piano includerebbe:

un cessate il fuoco verificato a livello internazionale; una linea di contatto ingessata, con status ancora aperto di alcune regioni; un calendario graduale di rimozione di alcune sanzioni, correlato al rispetto delle clausole di sicurezza e dell'accordo; garanzie di sicurezza per l'Ucraina, senza adesione formale alla NATO, ma con impegni bilaterali rafforzati con gli Stati Uniti.

Cosa ci si aspetta da questi negoziati Ufficialmente, il primo giorno di discussioni ad Abu Dhabi è presentato come un "incontro di un gruppo di lavoro su questioni di sicurezza", non una conferenza di pace con pretese di accordo finale. Sia Kiev che Mosca dichiarano che non può esserci un accordo completo finché la disputa sui territori non è risolta, il che suggerisce che, nel migliore dei casi, si può delineare un "quadro" e una tabella di marcia.

I diplomatici e l'inviato americano Witkoff parlano di "un solo punto rimasto" da risolvere, una formulazione che maschera la complessità della questione territoriale, ma indica che gli altri elementi – cessate il fuoco, alcune garanzie di sicurezza, meccanismi di monitoraggio – sono già stati abbozzati in bozze precedenti. L'aspettativa realistica per oggi è:

chiarire le liste di rivendicazioni territoriali e le "linee rosse"; testare alcune formule di tipo "ingessamento del fronte" con status ambiguo di alcune regioni; accordo sulla continuazione dei negoziati in un formato trilaterale regolare.

Gli analisti di politica estera osservano che Washington cerca di bilanciare tra la pressione per ottenere "un risultato" e il rischio di essere percepita come costringendo Kiev ad accettare un compromesso doloroso, che ingesserebbe di fatto i guadagni territoriali della Russia. Da qui la retorica molto ottimista di Trump e Witkoff ("siamo più vicini a un accordo che negli ultimi anni"), in contrasto con il tono molto più cauto di Kiev e con i messaggi duri del Cremlino. Gli esperti di sicurezza dell'Europa orientale sottolineano che un primo successo sarebbe l'istituzione di un meccanismo verificabile di cessate il fuoco, anche se la questione dei confini rimane aperta, poiché ridurrebbe il rischio di escalation e creerebbe spazio per negoziati più dettagliati. Allo stesso tempo, c'è un forte scetticismo tra gli esperti sul fatto che un incontro di due giorni possa produrre più di un accordo-quadro molto generale, dato il "massimalismo" territoriale di Mosca e la resistenza politica di Kiev a qualsiasi cessione di terra.

In valutazioni di alcuni esperti, d'altra parte, si avverte anche un rischio di fallimento con effetto di radicalizzazione. La posta in gioco del giorno di venerdì è, quindi, meno la firma di un "accordo" e più la dimostrazione che, dopo anni di guerra, le tre capitali sono disposte a testare seriamente l'opzione della negoziazione – anche se, per ora, "tutto si riduce alla terra", come ha riassunto Zelenski la questione territoriale.

Sintesi realizzata con l'aiuto di un flusso di monitoraggio di dati fornito dalla piattaforma di monitoraggio media NewsVibe Romania. Analisi realizzata con l'aiuto di Perplexity.

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