La crisi energetica scatenata dalla guerra in Iran ha costretto i governi di tutto il mondo a rivalutare la dipendenza da petrolio e gas, orientandosi verso l'energia nucleare e fonti rinnovabili.
Il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran ha portato a gravi perturbazioni nei mercati energetici, influenzando il 20% delle forniture globali di petrolio e gas naturale liquefatto, mentre il prezzo del petrolio ha superato 100 dollari al barile.
Questa è la terza grande crisi energetica di questo decennio, dopo la pandemia del 2020 e l'invasione della Russia in Ucraina. L'Europa ha annunciato nuovi investimenti nell'energia nucleare, riconoscendo gli errori strategici del passato. In Asia, paesi come Taiwan e Giappone stanno riconsiderando le politiche nucleari, mentre la Cina accelera la transizione verso l'energia rinnovabile. L'Unione Europea sta affrontando l'aumento dei costi di importazione, mentre gli Stati Uniti concentrano gli sforzi sulla stabilizzazione dei prezzi globali.
Nel lungo termine, la transizione verso l'energia verde potrebbe ridurre la vulnerabilità agli shock, ma ci sono rischi di nuove dipendenze, in particolare nei confronti della Cina.
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