Cristian Popa, membro del Consiglio di amministrazione della BNR, ha sottolineato che i romeni all'estero hanno inviato circa 60 miliardi di euro in Romania tra il 2013 e il 2025, una somma significativa che supera il valore del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Nel 2024, le rimesse hanno raggiunto 6,7 miliardi di euro, rappresentando quasi il 2% del PIL, ma i pagamenti esteri sono aumentati del 60% rispetto all'anno precedente, arrivando a 1,7 miliardi di euro. Questa tendenza alla diminuzione delle rimesse nette è influenzata dalle incertezze economiche globali e dal ricollocamento delle famiglie all'estero.
La struttura geografica delle rimesse mostra che quasi la metà proviene dal Regno Unito e dalla Germania, con un contributo significativo dall'Irlanda. Inoltre, le somme inviate dalla Romania verso altri paesi sono aumentate, il che indica un cambiamento nella dinamica delle rimesse. Popa sottolinea che le rimesse hanno un impatto positivo sull'economia romena, riducendo la povertà e migliorando l'inclusione finanziaria, ma non possono sostituire politiche pubbliche efficaci. L'esodo di forza lavoro continua a essere un problema, e le rimesse, sebbene benefiche, non compensano le perdite di capitale umano.
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