I coniugi stranieri dei cittadini romeni stabiliti nella diaspora potrebbero ottenere la cittadinanza romena senza dover stabilire la propria residenza in Romania, secondo un progetto legislativo registrato in Parlamento. L’iniziativa è sostenuta da parlamentari di USR, PNL e UDMR e prevede un periodo di almeno dieci anni di matrimonio e convivenza.
Il progetto di modifica della Legge sulla cittadinanza n. 21/1991, registrato con i numeri Bp. 433/2026 e L 540/2026, consentirebbe di cumulare i periodi durante i quali i coniugi hanno vissuto insieme in Romania e all’estero. I richiedenti dovrebbero continuare a soddisfare i requisiti relativi alla conoscenza della lingua romena, della cultura, della Costituzione e dell’inno, oltre a sottoporsi alle verifiche amministrative e di sicurezza.
I promotori sostengono che la residenza all’estero non debba impedire l’acquisizione della cittadinanza quando esiste un autentico rapporto familiare e legami con la Romania.
Il governo guidato da Ilie Bolojan non sostiene l’attuale formulazione del progetto. L’esecutivo mette in guardia dal rischio di matrimoni fittizi, dalle difficoltà nel verificare la convivenza e i precedenti penali all’estero e da possibili rischi per la sicurezza. Il governo richiama inoltre le differenze di trattamento rispetto ai coniugi stranieri che vivono in Romania, nonché la necessità di potenziare il personale e i fondi destinati ai consolati.
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