Un uomo di Bucarest è stato rinviato a giudizio dalla Procura generale, accusato di aver incitato pubblicamente, nell’agosto 2025, attraverso un commento su Facebook, a commettere reati contro i magistrati rumeni e le loro famiglie. Il caso è stato trasmesso al Tribunale del Settore 6 di Bucarest, che giudicherà i fatti in primo grado.
Secondo i procuratori, l’imputato ha commentato un post pubblico contenente appelli estremamente violenti alla commissione di reati contro i giudici. Con il suo messaggio, avrebbe sostenuto l’idea di ricorrere all’intimidazione e ad azioni illegali contro i magistrati, anche nel contesto delle critiche rivolte alle decisioni del sistema giudiziario.
„I magistrati, se non hanno timore di Dio, forse non sarebbe male instillare in loro una certa paura, compresa quella proposta da (…), in ultima istanza. Credo che la persona in questione sia stata vittima del sistema giudiziario, se è arrivata a proporre una cosa del genere. In qualche modo, i magistrati saranno retribuiti anche per il periodo di sospensione dell’attività? Se, analogamente, procederanno anche altre categorie socioprofessionali, in particolare i militari, quelli soggetti alle stesse rigide regole e restrizioni?”, ha commentato al post di un altro utente su Facebook.
Gli inquirenti lo accusano di istigazione pubblica alla commissione di reati quali la violazione di domicilio, lo stupro e l’oltraggio giudiziario. La Procura generale precisa che il messaggio era accessibile al pubblico sulla piattaforma Facebook.
Il rinvio a giudizio rappresenta la conclusione delle indagini penali, mentre la colpevolezza dell’imputato sarà stabilita dal tribunale. Il caso è il secondo annunciato recentemente dalla Procura generale riguardo a messaggi pubblicati su Facebook, nell’agosto 2025, con i quali sarebbero state istigate violenze contro i magistrati. Nell’altro procedimento, un imputato è accusato di aver invocato l’uccisione di alcuni giudici e procuratori.
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