Contesto: la crisi politica di Bucarest e la pressione economica hanno alimentato la visibilità dell’AUR nell’analisi dei media e nei sondaggi
Prima della pubblicazione dell’indice, la Romania è stata ampiamente presente sulla stampa europea sullo sfondo dello stallo politico di Bucarest, dopo il ripetuto rifiuto di diversi governi destinati a sostituire il governo dimissionario di Ilie Bolojan; i resoconti si sono concentrati sul «blocco istituzionale» e sull’instabilità. Allo stesso tempo, altri temi legati alla sicurezza del fianco orientale e alla guerra in Ucraina sono stati trattati nel contesto dei rischi generati dai droni russi, mentre la Romania è apparsa piuttosto come luogo di cooperazione operativa della NATO.
Sul piano economico e della sicurezza, lo stesso periodo ha portato all’attenzione esterna anche l’aumento del costo dell’energia (compresi i record per il diesel nell’UE, con la Romania tra gli Stati menzionati) e la cooperazione contro la criminalità informatica, dopo l’operazione internazionale contro il gruppo ransomware KillSec, che ha incluso anche azioni in Romania.
Sul piano interno, il direttore di INSCOP, Remus Ștefureac, ha avvertito che il prolungarsi della crisi politica e il crollo della fiducia nei partiti tradizionali contribuiscono alla radicalizzazione, mantenendo l’AUR intorno alla soglia di circa il 40% nelle sue ricerche e richiamando il ruolo del malcontento sociale e della mancanza di un’alternativa credibile.