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Romania, al terzo posto in Europa per percentuale di voti sul totale della popolazione a favore dei partiti populisti

Riana Gegiu
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22 ottobre 2026, 14:50
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Attualità
Foto: Shutterstock.com
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La Romania è al terzo posto tra 31 democrazie europee per la quota di voti assegnati ai partiti classificati come populisti, autoritari o estremisti, secondo l’Indice del populismo autoritario 2026, pubblicato giovedì da Timbro ed EPICENTER.

Alle elezioni parlamentari del 2024, oltre la metà dei voti è andata a PSD, AUR, S.O.S. România e POT, partiti inclusi nel rapporto nella categoria delle formazioni contestatarie. AUR ha ottenuto il 18% dei voti ed è diventato il secondo partito più grande del Parlamento.

La Romania è preceduta da Bulgaria e Cechia, e seguita da Italia e Slovacchia. Il rapporto mostra che, in media, i partiti contestatari hanno raccolto il 32,6% dei voti europei, il livello più alto del dopoguerra. In 26 dei 31 Paesi analizzati, queste formazioni hanno superato la soglia del 20%.

Lo studio classifica AUR, S.O.S. România e POT come partiti ad alto autoritarismo, mentre PSD è considerato populista, con moderate tendenze autoritarie. I ricercatori descrivono il sistema rumeno come uno dei più volatili dell’Europa centrale e orientale, caratterizzato da successive ondate di partiti nazionalisti e antisistema, da PUNR e PRM fino ad AUR, S.O.S. România e POT.

A livello europeo, il rapporto avverte che i partiti contestatari non sono più semplici formazioni di protesta, ma attori politici coinvolti nella governance. Gli autori indicano come principali rischi per la democrazia l’indebolimento dell’indipendenza della magistratura, la limitazione del pluralismo dei media e la politicizzazione delle istituzioni statali.

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ros?

Contesto: la crisi politica di Bucarest e la pressione economica hanno alimentato la visibilità dell’AUR nell’analisi dei media e nei sondaggi

Prima della pubblicazione dell’indice, la Romania è stata ampiamente presente sulla stampa europea sullo sfondo dello stallo politico di Bucarest, dopo il ripetuto rifiuto di diversi governi destinati a sostituire il governo dimissionario di Ilie Bolojan; i resoconti si sono concentrati sul «blocco istituzionale» e sull’instabilità. Allo stesso tempo, altri temi legati alla sicurezza del fianco orientale e alla guerra in Ucraina sono stati trattati nel contesto dei rischi generati dai droni russi, mentre la Romania è apparsa piuttosto come luogo di cooperazione operativa della NATO.

Sul piano economico e della sicurezza, lo stesso periodo ha portato all’attenzione esterna anche l’aumento del costo dell’energia (compresi i record per il diesel nell’UE, con la Romania tra gli Stati menzionati) e la cooperazione contro la criminalità informatica, dopo l’operazione internazionale contro il gruppo ransomware KillSec, che ha incluso anche azioni in Romania.

Sul piano interno, il direttore di INSCOP, Remus Ștefureac, ha avvertito che il prolungarsi della crisi politica e il crollo della fiducia nei partiti tradizionali contribuiscono alla radicalizzazione, mantenendo l’AUR intorno alla soglia di circa il 40% nelle sue ricerche e richiamando il ruolo del malcontento sociale e della mancanza di un’alternativa credibile.

Fonti

sursa imagine
Antena3
România e pe locul 3 în topul țărilor europene care votează cu extremiștii: "Apariția AUR în 2019 a schimbat scena politică
sursa imagine
Cotidianul
Românii susțin populismul autoritar. Ce arată raportul Timbro / EPICENTER
sursa imagine
Digi24
Românii, în topul europenilor care îndrăgesc populismul autoritar, relevă un prestigios think tank european într-un raport amplu
sursa imagine
DCNews
Indicele Populismului Autoritar 2026: România, pe locul al treilea în Europa la votul pentru partidele contestatare. La nivel european, susținerea a atins un nivel record

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