Contesto: l’indagine ha riguardato sia la premeditazione sia la pubblicazione delle immagini dell’attacco di Bistrița
Prima dell’incidente oggetto dell’accusa, gli investigatori hanno indicato che l’alunno di 13 anni avrebbe agito con premeditazione: sarebbe arrivato da casa con un coltellino, un passamontagna, un casco di tipo militare e dei guanti, si sarebbe equipaggiato nel bagno della scuola e si sarebbe poi diretto verso l’aula in cui aveva preso di mira il compagno vittima. I procuratori hanno inoltre affermato che l’adolescente non avrebbe mostrato rimorso e che, nel luogo in cui si era preparato, gli investigatori avrebbero trovato messaggi in lingua inglese e simboli legionari e di estrema destra, senza poter ancora confermare un processo di radicalizzazione.
Separatamente, dopo che le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza sono finite nello spazio pubblico, gli agenti di polizia di Bistrița-Năsăud hanno aperto un fascicolo penale per divulgazione di dati non pubblici. Allo stesso tempo, la polizia ha emesso ordini di protezione provvisori estesi, con monitoraggio elettronico, per l’insegnante aggredita e per altri studenti presi di mira nel contesto dell’incidente, affinché le misure fossero rispettate durante le verifiche.