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Le operazioni di spegnimento dell’incendio nel Parco Nazionale Domogled-Valea Cernei proseguono mercoledì 7 ottobre, a più di un mese dallo scoppio del secondo focolaio. La siccità prolungata, il terreno accidentato e l’accesso difficoltoso mantengono il rischio di propagazione e rendono più complesse le operazioni.
Martedì, oltre 140 vigili del fuoco, soccorritori alpini, gendarmi, forestali e rappresentanti delle strutture di emergenza hanno operato per localizzare e circoscrivere i focolai. L’intervento da terra è stato supportato da due elicotteri Black Hawk dell’Ispettorato generale dell’aviazione, uno dei quali mobilitato attraverso la riserva europea rescEU. Gli aeromobili hanno effettuato 40 lanci d’acqua e trasportato squadre nelle aree difficilmente accessibili.
Il fuoco brucia in profondità, nella lettiera, nel suolo forestale e nel materiale legnoso caduto, anche a livello delle radici. Per questo motivo, i focolai possono riaccendersi anche nelle zone considerate domate. Le missioni aeree sono state condizionate dalla scarsa visibilità e dall’impossibilità di effettuare in sicurezza il rifornimento da fonti naturali.
Il primo incendio di quest’estate è scoppiato il 9 agosto e ha interessato circa 37 ettari; è stato dichiarato domato dopo 14 giorni. Il secondo è stato segnalato il 2 settembre e la superficie interessata è stimata in circa 400 ettari. Gli interventi proseguono da terra e dal cielo, in base all’evoluzione dell’incendio e alle condizioni meteorologiche.
風撰,Fonti
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