La malattia di Wilson, una rara patologia genetica che impedisce all’organismo di eliminare il rame in eccesso, può colpire il fegato, il cervello e il sistema nervoso. Gli specialisti e le organizzazioni dei pazienti richiamano l’attenzione sulla necessità di una diagnosi il più possibile tempestiva, dell’accesso alle cure e del monitoraggio a lungo termine.
Le problematiche sono state discusse durante il webinar „Colestasi e altre malattie epatiche rare: sfide nella diagnosi e nell’accesso all’assistenza”, organizzato dall’Alleanza Nazionale per le Malattie Rare della Romania e dall’Associazione Romena dei Tumori Rari, nell’ambito della serie Share Experience 2026.
I medici avvertono che le manifestazioni delle malattie epatiche rare possono essere aspecifiche, ritardando talvolta la diagnosi. La collaborazione tra specialisti e l’invio a centri esperti sono essenziali per scegliere gli accertamenti e l’assistenza più adeguati.
I rappresentanti dei pazienti sostengono che la diagnosi è solo il primo passo. Chiedono la continuità delle cure, l’accesso agli specialisti e un quadro nazionale chiaro per il monitoraggio. Nel 2023, 316 persone affette dalla malattia di Wilson risultavano registrate presso l’associazione di riferimento, ma il numero reale dei pazienti non è noto. L’organizzazione segnala inoltre l’aumento dei casi diagnosticati nei bambini.
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