Contesto: indagini della DIICOT su reti sospettate di diversione, precedute da casi simili sventati
Nel settembre 2026, la DIICOT ha aperto un’indagine dopo lo scoppio di un incendio in una piattaforma industriale di Brașov, nei pressi della società CARFIL SA, filiale di CN ROMARM e parte dell’industria della difesa. L’indagine è stata condotta con agenti della DIICOT e il supporto dell’SRI, e in seguito i procuratori hanno sostenuto che sarebbero stati presi di mira obiettivi in Romania e in altri Paesi europei.
Parallelamente, nel caso di un cittadino russo, la DIICOT ha annunciato che quest’ultimo è stato trattenuto dopo aver presumibilmente raccolto informazioni foto-video su obiettivi militari e infrastrutture critiche, nel periodo febbraio–luglio 2026, in distretti come Cluj, Constanța, Călărași, Ilfov e a Bucarest; l’SRI ha indicato che l’operazione avrebbe seguito un metodo operativo simile a quello di alcune reti attribuite alla Russia, nel contesto di un piano di sabotaggio. Inoltre, l’8 settembre 2026, la Corte d’Appello di Bucarest ha disposto la custodia cautelare del cittadino russo per 30 giorni.