Eugen Tomac, consigliere onorario del presidente Nicușor Dan per i rapporti con i romeni all’estero, ha dichiarato giovedì sera, a Digi24, che le elezioni anticipate non rappresentano una soluzione alla crisi politica in Romania, ma rischiano di prolungarla e aggravarla. A suo avviso, le elezioni anticipate sarebbero «un regalo per Putin» e potrebbero rendere il Paese vulnerabile in un contesto regionale complicato.
Tomac ha sostenuto che la Romania ha bisogno di un compromesso politico razionale e trasparente, che mantenga la direzione filo-occidentale, il partenariato con gli Stati Uniti e i rapporti con l’Unione europea. Ha avvertito che l’instabilità potrebbe essere sfruttata dalle forze che promuovono narrazioni favorevoli al Cremlino.
Il consigliere presidenziale ha affermato che non è essenziale il nome del premier, bensì la maggioranza parlamentare che questi riuscirà a costruire. La dichiarazione è stata rilasciata nel contesto dei negoziati per la formazione di un governo e delle consultazioni annunciate da Nicușor Dan per lunedì, al Palazzo Cotroceni, quando il presidente dovrebbe designare un nuovo premier.
Nicușor Dan ha respinto a sua volta l’idea delle elezioni anticipate, sostenendo che bloccherebbero la Romania per almeno cinque mesi, anche per quanto riguarda la variazione del bilancio, e danneggerebbero la fiducia degli investitori. Tomac ha espresso la speranza che i partiti raggiungano una maggioranza per l’insediamento di un governo.
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