Prima della visita di Elbridge Colby a Bucarest, funzionari americani hanno sostenuto che la riduzione delle truppe in Europa non può essere discussa finché non saranno risolti i «problemi chiave». In un intervento a Bruxelles, Colby ha affermato che, sebbene l’Europa abbia compiuto progressi nella difesa e sostenuto l’Ucraina, restano ancora da dirimere aspetti quali l’accesso, l’ospitalità e il sorvolo delle forze americane. Parallelamente, il Pentagono ha avviato una revisione della presenza militare americana nel continente, con l’obiettivo di elaborare entro l’inizio di novembre opzioni per il segretario alla Difesa, sulla base di criteri riguardanti anche gli impegni degli alleati e i diritti di accesso (ABO).
Per quanto riguarda il Mar Nero, la Romania ha avuto colloqui diretti con gli Stati Uniti anche in formato NATO: l’ambasciatore rumeno presso l’Alleanza, Dan Neculăescu, insieme al consigliere presidenziale Marius Lazurca, ha incontrato l’ambasciatore degli Stati Uniti presso la NATO, Matt Whitaker, concentrandosi sulla sicurezza regionale e sulla revisione della posizione degli Stati Uniti.
A livello politico, Marius Lazurca ha chiesto in un’intervista alla CNN a Washington una presenza militare americana più forte in Romania, citando il peggioramento della situazione di sicurezza nella regione del Mar Nero e sostenendo che la Romania ha bisogno del sostegno degli alleati, soprattutto degli Stati Uniti, per scoraggiare le minacce.