ANRE avvierà un’ampia azione di controllo presso gli operatori della distribuzione per verificare i ritardi nel rilascio dei certificati di connessione e nell’autorizzazione commerciale delle nuove capacità di produzione e stoccaggio dell’energia. Il presidente dell’istituzione, George Niculescu, afferma che alcuni progetti rimangono nella fase di collaudo fino a 18 mesi, comprese centrali con potenze di appena 2-3 MW.
«Abbiamo osservato periodi di collaudo insolitamente lunghi per le capacità di produzione di energia elettrica», ha dichiarato Niculescu. Secondo lui, gli investitori devono sapere quanto e perché ritardano i documenti che consentono loro di gestire commercialmente le centrali.
I controlli si basano su un’attività già intensa dell’ANRE. Nei primi otto mesi del 2026, l’istituzione ha svolto 671 azioni e applicato 1.026 sanzioni amministrative, per un valore complessivo di quasi 11 milioni di lei.
Il problema del funzionamento in fase di prova è stato segnalato anche dal Blocco nazionale sindacale, che ha chiesto al Parlamento di convocare l’ANRE per fornire spiegazioni sui ritardi. L’organizzazione ha richiamato l’attenzione sul fatto che investimenti completati non possono contribuire all’approvvigionamento del mercato in un contesto caratterizzato da prezzi elevati e rischi per la sicurezza delle forniture.
Il fenomeno era stato segnalato già nel 2025. All’epoca, fonti del mercato affermavano che centrali fotovoltaiche da centinaia di megawatt erano in fase di collaudo oppure ferme dopo il completamento dei test, poiché non avevano ancora ricevuto la licenza di produttore. ANRE ha tuttavia contestato la stima relativa alla capacità bloccata.
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